Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Suiko
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwbqSuiko (推古天皇?, Suiko-tennō; 3 gennaio 554Asuka kyō, 15 aprile 628), è stata la trentatreesima imperatrice del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione,cite-ref-1[1] che regnò dal 592 fino alla morte con il nome di Toyomike Kashikiya Hime no Mikoto.

Gli eventi e le date che la riguardano sono riportate negli mwdaAnnali del Giapponemwdq (日本紀?, Nihongi o Nihonshoki) e nelle mwdgCronache degli antichi eventimwdw (古事記?, Kojiki), testi che furono compilati all'inizio dell'VIII secolo.

Fu la prima donna a salire sul mweqtrono del crisantemo. Il suo regno fu caratterizzato da grandi avvenimenti in campo sociale, culturale e religioso, che trasformarono il paese in un periodo che fu tra i più fiorenti della storia giapponese. I mwegNihongi la descrivono come una donna di rara bellezza.

Contents

Origini
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Biografia

Origini

Era una delle figlie dell'imperatore mwfwKinmei e della principessa Katashi-hime, figlia dell'"mwgaŌomi" (Primo Ministro) mwgqSoga no Iname.cite-ref-varley-2-0[2] Il suo nome alla nascita era principessa mwhgNukatabe (額田部皇女).

Nel mwia571, a 18 anni, sposò come seconda consorte il principe ereditario e suo fratellastro da parte di padre Nunakuro no Futotamashiki, che sarebbe poi divenuto imperatore nel 572, con il nome postumo di mwiqBidatsu. Nello stesso anno morì la prima consorte, Hiro-Hime, e Nukatabe divenne la nuova imperatrice consorte. Ebbe dal sovrano due figli e cinque figlie.

Dopo la morte di Bidatsu, nel mwiw585, Suiko giocò un ruolo importante nella scena politica giapponese, grazie all'appoggio dello zio, il nuovo mwjaŌomi mwjqSoga no Umako, figlio di mwjgIname. Il fratello mwjwYomei, fervente buddhista, salì al trono dopo Bidatsu, e durante il suo breve regno (585-587) promosse l'adozione a corte del buddhismo, ma le lotte intestine tra i clan imperiali ostacolarono i suoi progetti.

Antefatti al suo regno

Da alcuni decenni si era scatenata una lotta per il potere tra i diversi clan della corte di mwkgYamato, che aveva unificato sotto le sue insegne il paese. La disputa aveva anche connotati religiosi, con il tentativo da parte di alcune famiglie di introdurre a corte il mwkwbuddhismo, avversato dai clan legati alla tradizione mwlashintoista.
Le famiglie che si distinsero in tale scontro furono:

• Il mwmaclan Soga, che era il maggior sostenitore del buddhismo, i cui capi si fregiavano del titolo di mwmq"grande ministro"mwmg (臣?, Omi)
• Il mwnaclan Mononobe, che controllava l'esercito e, fedele alla tradizione shinto, era il più agguerrito rivale dei Soga.cite-ref-3[3]
• Il mwogclan Nakatomi, maestri delle cerimonie shinto di corte ed alleati dei Mononobe

Alla morte dell'imperatore mwpaYomei, avvenuta nel quarto mese mwpqlunisolare del 587, si scatenò un conflitto per la successione. I mwpgMononobe ed i mwpwNakatomi tentarono di favorire l'ascesa al trono del principe Anahobe, fratellastro di Nukatabe, mentre mwqaSoga no Umako, capo del mwqqclan Soga, si oppose al progetto dei rivali e sostenne la candidatura del principe Hatsusebe, fratello di Anahobe.

La contrapposizione fu radicale e si risolse con la battaglia di Shigisan, che si svolse nel 587 lungo il fiume Ekagawa, nella mwraprovincia di Kawachi, l'odierna parte sud-orientale della mwrqprefettura di Osaka. Lo scontro vide il trionfo dell'armata Soga e la distruzione del clan Mononobe, il cui capo, Moriya, trovò la morte assieme al principe Anahobe ed al capo-clan dei Nakatomi.cite-ref-4[4]

L'evento ebbe come conseguenza l'ascesa al trono del crisantemo di Hatsusebe, che divenne imperatore con il nome mwswSushun. Fu l'inizio dell'incontrastato dominio della scena politica da parte di Soga no Umako, che fece del buddhismo la religione ufficiale di corte.cite-ref-martin121-5-0[5]

Il regno di Sushun ebbe inizio nel mwuq587, terminando poi nel mwug592,cite-ref-6[6] in quell'arco di tempo, Soga no Umako, in piena autonomia e con l'aiuto di Nukatabe e del principe mwvwShōtoku, fervente buddhista e nipote di Sushun, iniziò a cambiare il volto del paese e l'organizzazione statale.cite-ref-martin121-5-1[5]

Nel 588 venne costruito l'Hōkō-ji, detto anche mwxqAsukadera,cite-ref-martin121-5-2[5] il più grande complesso templare buddhista costruito in Giappone fino ad allora, e furono intensificati i rapporti commerciali, culturali e diplomatici con i mwygtre regni di Corea e la Cina della mwywdinastia Sui. Vennero inoltre gettate le basi per la nuova amministrazione dello stato, che venne impostata sul modello cinese, influenzato dal pensiero buddhista e mwzaconfuciano.

Sushun si rese conto di essere una pedina nelle mani di Soga no Umako e ne progettò l'assassinio. Quando questi se ne accorse, lo precedette e assoldò il sicario mwzgYamato no Aya no Ataikomamwzw (東漢直駒?), che uccise l'imperatore nel 592.cite-ref-varley-2-1[2]

Ascesa al trono

Alla morte di Sushun, gli succedette la sorellastra Nukatabe, che divenne imperatrice con il nome Toyomike Kashikiya Hime no Mikoto,cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] mentre il nome Suiko le sarebbe stato dato postumo. Soga no Umako le affiancò l'anno dopo come reggente il principe mwdgUmayado, detto anche Shōtoku, nipote di Suiko, la quale gli diede in moglie una delle sue figlie, Uji no Shitsukai. Ebbe inizio un periodo di pace e prosperità per il Giappone e per la sua corte, logorata da decenni di lotte intestine fra i suoi clan.cite-ref-martin121-5-3[5]

A Suiko fu attribuito molto tempo dopo la morte l'attuale titolo imperiale di mwfa"sovrano celeste"mwfq (tennō?, 天皇), che secondo buona parte della storiografia fu introdotto per il regno dell'imperatore mwfgTenmu. Il suo titolo fu mwfw"grande regina che governa tutto quanto sta sotto il cielo"mwga (Sumeramikoto o Amenoshita Shiroshimesu Ōkimi?, 治天下大王), oppure anche "grande regina di Yamato" (ヤマト大王/大君).

I clan dell'antica mwggprovincia di Yamato, che corrisponde all'attuale mwgwprefettura di Nara, costituirono il regno che, nel mwhaperiodo Kofun (mwhq250-mwhg538), si espanse conquistando buona parte dei territori delle isole di mwhwHonshū, mwiaKyūshū e mwiqShikoku. A seguito di tali conquiste, ai sovrani di Yamato fu riconosciuto il titolo di mwig"grande re"mwiw (Ōkimi?, 大王) di Yamato. Fu solo a partire dal VII secolo che il "grande regno" venne chiamato impero, ed il titolo di imperatore fu esteso a tutti i sovrani precedenti della dinastia.

Quando salì al trono, Suiko spostò la capitale dall'odierno mwjqdistretto di Shiki alla vicina mwjgAsuka kyō, la capitale classica dell'omonimo mwjwperiodo Asuka. La corte si insediò nel nuovo palazzo Toyura, secondo la tradizione che vedeva di cattivo auspicio per un imperatore giapponese risiedere nello stesso palazzo del defunto predecessore.cite-ref-varley-2-2[2] Nel 603 la corte si spostò ancora, insediandosi a palazzo Owarida, fatto costruire sempre ad Asuka Kyō.

Fu ripresa la strada delle riforme cominciate durante il regno del suo predecessore e vennero raggiunti grandi traguardi, grazie alla fine delle lotte che avevano dilaniato la corte per molti anni. L'amministrazione statale venne rifondata, il buddhismo divenne religione di corte, ebbero un grande sviluppo le arti e gli studi, e gli scambi commerciali e diplomatici con l'estero si moltiplicarono.

Fervente buddhista, poco prima di diventare imperatrice Suiko si era fatta monaca ed aveva trascorso un periodo in monastero. Viene ricordata come una sovrana saggia e giusta; malgrado che le iniziative più importanti fossero state prese da Umayado e Soga no Umako, lei seppe ritagliarsi importanti spazi ed affermare la propria personalità. Affiancò Umayado nella diffusione del buddhismo, prendendo parte alle delibere ad essa relative, come quelle che decretarono la costruzione dei templi.

Il reggente Umayado

Durante il regno di Suiko, il reggente Umayado si rese protagonista di eventi epocali che avrebbero trasformato il Giappone in un paese moderno, allineandolo ai grandi stati del continente sotto ogni profilo. Le sue opere, ispirate dai modelli cinesi e dal pensiero mwmqconfuciano, che sono riportate negli annali del Giappone mwmgNihongi, fecero di lui uno dei personaggi più venerati dai giapponesi. È tuttora considerato protettore del paese, della casa imperiale e della fede buddhista.

Appena fu nominato reggente, fece costruire il grande complesso templare buddhista mwnaShitennō-jimwnq (四天王寺?), il primo eretto a spese dello stato in Giappone, e tuttora uno dei più famosi del paese. Fu costruito nei pressi del porto imperiale di Naniwa, l'odierna Osaka, per dimostrare ai visitatori d'oltremare lo splendore della corte e del paese intero. Volle che attorno ai templi avessero sede le nuove mwngquattro istituzionimwnw (Shika-in?, 四箇院), che avevano lo scopo di innalzare il livello di civilizzazione del paese: il Kyōden-in (istituto per la religione e l'istruzione), l'Hiden-in (istituto di assistenza sociale), il Ryōbyō-in (ospedale), ed il Seiyaku-in (farmacia). In seguito, avrebbe fatto costruire altri templi importanti, tra cui l'mwoaHōryū-ji, eretto nei territori della sua famiglia, a mwoqIkaruga.

Fece riorganizzare i ranghi della società secondo criteri ispirati al mwowconfucianesimo, assegnando i più alti in base ai meriti, e non più in base alle discendenze familiari.cite-ref-9[9] Nel 604 compilò la mwqacostituzione di 17 articoli, che fissava i codici di comportamento di governanti e sudditi nell'ambito di una società buddhista,cite-ref-costituzione-10-0[10] e che sarebbe rimasta in vigore fino al 1890.cite-ref-11[11]

Fu un grande studioso e, dopo aver appreso il sistema di scrittura cinese, lo introdusse a corte.cite-ref-costituzione-10-1[10] Tra le sue composizioni letterarie spiccano i commenti al mwtgSutra del Loto ed al mwtwVimalakīrti Nirdeśa Sūtra. Allo scopo di formare la nuova classe dirigente, inviò diplomatici e studenti alla corte dei mwuaregnanti Sui cinesi, che approvarono il suo operato e riconobbero lo stato giapponese.

Fu celebre una sua missiva del 607 all'imperatore cinese mwugSui Yangdi, nel cui indirizzo, oltre a mettere sullo stesso piano l'allora nuovo impero giapponese con quello millenario cinese, compariva per la prima volta l'attuale nome del mwuwGiapponemwva (Nihon?, 日本) (origine del sole):

"Dal sovrano della terra all'origine del sole (mwvwnihon/hi izuru) al sovrano della terra al termine del sole."cite-ref-12[12]

Umayado morì nel 622, 6 anni prima di Suiko.

Altri eventi del regno di Suiko

Nel 594 Suiko promulgò l'editto dei mwxwtre fiorenti tesori, che proclamava il buddhismo religione ufficiale del paese.

Un potente terremoto rase al suolo molte abitazioni nella zona della capitale Asuka Kyō nel 599.cite-ref-13[13]

Nel 604 l'imperatrice ordinò l'adozione del mwzgcalendario cinese.cite-ref-14[14]

Nel 624, Suiko rifiutò di concedere un terreno imperiale a Umako no Soga, a conferma dell'autonomia dell'imperatrice dal potente ministro.

Gli ultimi anni del regno

Suiko regnò fino alla morte, avvenuta a palazzo Owarida nel 628, quando aveva 74 anni. Passò gli ultimi anni di vita senza il conforto dei figli, che morirono prima di lei, di Umayado, deceduto nel 622 e di Soga no Umako, deceduto nel 624.

Poco prima di morire chiamò a sé e diede dei consigli ai due principi candidati alla sua successione, Tamura, figlio del primogenito che Bidatsu ebbe con la prima consorte, e Yamashiro, figlio primogenito di Umayado. Non si pronunciò però su chi fosse il suo prescelto.

Dopo la sua morte, avvenuta il 15 aprile del 628, si aprì una lotta tra le due fazioni del mw3qclan Soga che appoggiavano i due principi. Ebbe la meglio il principe Tamura, che nel 629 salì al trono con il titolo di imperatore mw3gJomei.

Secondo i mw4aNihongi, le spoglie dell'imperatrice Suiko sono state sepolte nel mw4qtumulo shintoistamw4g (古墳?, kofun) mw4wShinaga no Yamada no misasagi a lei dedicato, che si trova a Taishi, nel mw5adistretto di Minamikawachi, nella parte sud-orientale della mw5qprefettura di Osaka.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]

Discendenza

Ebbe figli unicamente dall'imperatore Bidatsu:

• Principessa Uji no Shitsukahi, che diverrà la sposa del venerato principe mw8gShōtoku
• Principe Takeda
• Principessa Woharida
• Principessa Umori
• Principe Wohari
• Principessa Tame, che sposerà il nipote, l'imperatore mw-aJomei
• Principessa Sakurawi no Yumihari.

Ascendenza

Note

cite-note-11. Ponsonby-Fane, Richard pag. 47.
cite-note-varley-22. Varley, H. Paul, pag.126
cite-note-33. mwaqw(mwaq0mwaq4ENmwaq8) Papinot, Edmond: "Moriya" mwaraHistorical and geographical dictionary of Japan. Vol.1 pag.402. Libreria Sansaisha. Tokyo, 1910
cite-note-44. Samson, George pagg. 49-50
cite-note-martin121-55. Martin, John mwar0et al. (1993). mwar4mwar8Nara: A Cultural Guide to Japan's Ancient Capital, p. 121; Aston, William. (2005). mwasamwaseNihongi, p. 101.
cite-note-66. Titsingh, Isaac. pag. 38-39; Brown, Delmer
cite-note-77. Aston, William vol.2 pag. 95
cite-note-88. Brown, pag. 264; fino al regno dell'imperatore mwassJomei i nomi personali degli imperatori giapponesi erano molto lunghi e raramente tali nomi venivano utilizzati dal popolo. In seguito il numero degli ideogrammi che componevano i nomi sarebbe diminuito
cite-note-99. mwas8(mwatamwateJAmwati) Yoshimura, Takehiko: mwatmKodai Ōken no Tenkai (古代王権の展開), pag. 126. Shūeisha, 1999]
cite-note-costituzione-1010. mwatk(mwatomwatsENmwatw) mwat0Shotoku's Seventeen-Article Constitution - Jushichijo Kenpo mwat4Archiviatomwat8 il 16 febbraio 2007 in mwauaInternet Archivemwaue. www.sarudama.com
cite-note-1111. Aston, William George
cite-note-1212. Varley, Paul. (1973). mwaukJapanese Culture: A Short History. pag. 15
cite-note-1313. mwau0(mwau4mwau8ENmwava) Hammer, Joshua: mwaveYokohama Burning: The Deadly 1923 Earthquake and Fire that Helped Forge the Path to World War II, pagg. 62-63. 2006
cite-note-1414. Nussbaum, Louis-Frédéric.: mwavuJikkan Jūnishi in mwavy(mwavcmwavgEN) Louis Fr?d?ric e Louis-Frédéric, mwavkmwavoJapan Encyclopedia, Harvard University Press, 2002, p.mwavs 420, mwavwISBNmwav0 978-0-674-01753-5.
cite-note-1515. Ponsonby-Fane, pag. 420
cite-note-1616. mwawu(mwawymwawcENmwawg) mwawkIl tumulo di Suiko nippon-kichi.jp

Bibliografia

• mwaw0(EN) Aston, William George: mwaw4mwaw8Nihongi: Chronicles of Japan from the Earliest Times to A.D. 697.. Kegan Paul, Trench, Trubner. Londra
• mwaxe(EN) Brown, Delmer M. e Ichirō Ishida: mwaximwaxmGukanshō: The Future and the Past. Berkeley: University of California Press. 1979 ISBN 0-520-03460-0; ISBN 978-0-520-03460-0; mwaxyOCLC 251325323
• mwaxg(EN) Ponsonby-Fane, Richard Arthur Brabazon: mwaxkmwaxoThe Imperial House of Japan.. Ponsonby Memorial Society. Kyoto
• mwaxw(FR) mwax0Titsingh, Isaac. (1834). mwax4Nihon Odai Ichiran; e mwax8mwayaAnnales des empereurs du Japon.. Royal Asiatic Society, Oriental Translation Fund of Great Britain and Ireland. Parigi
• mwayi(EN) Varley, H. Paul: mwaymmwayqJinnō Shōtōki: A Chronicle of Gods and Sovereigns.. Columbia University Press. New York 1980. ISBN 0-231-04940-4; ISBN 978-0-231-04940-5
• mwayg(EN) Samson, George Bailey: mwaykmwayoA History of Japan to 1334. Stanford University Press, 1958. ISBN 0804705232;

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Suiko

Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaSuiko, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itSuiko, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Suiko, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwazi(EN) mwazmTraduzione inglese del mwazqNihongi: Empress Suiko mwazuArchiviato il 23 agosto 2011 in Internet Archive. su nihonshoki.wikidot.com